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domenica 13 agosto 2017

Insalata di riso con Roquefort. pera. sedano, rucola e noci



Il blog langue da molto tempo, per i piu' disparati motivi. Non era mai capitato un periodo cosi'lungo!
Che cosa mi ha fatto decidere di ricominciare, anche se la parola ricominciare è una parola grossa?
Un "invito" da parte di un personaggio che mi è sempre risultato simpatico (e lo dico per davvero), Leonardo Romanelli, "toscanaccio" gastronomo, giornalista, sommelier, critico.... che un giorno, sulla pagina di fb ha pubblicato un post dove invitava blogger e non, a inviargli ricette di insalate di riso per un contest, cosi' mi sono detta "perchè no?".
Le origini di questo piatto le trovate descritte qui mentre i ricordi mi riportano alla mia infanzia e giovinezza. Quando il lunedi' di pasquetta, la zia Nice, che aveva una Posteria vicino ai Navigli, portava al picnic che si trascorreva tassativamente insieme ogni anno, ogni ben di dio: nervetti, insalata russa, insalata di riso, affettati, uova sode...il tutto consumato seduti per terra sui plaid a quadri o seduti su traballanti seggioline di tessuto appoggiati ad altrettanto traballanti tavolini, che per noi bambini erano "magici"....si aprivano a libro e ne uscivano quattro seggioline di una scomodità e sicurezza molto discutibili. Seguivano poi il caffè per i grandi, fatto con la caffettiera messa su un traballante, pure lui, fornelletto a gas....Bellissimi indelebili ricordi.
In tempi piu' vicini, l'insalata di riso, ha preso un po' le sembianze di un qualcosa "svuota frigo", un po' come per le torte salate o di pasta sfoglia, dove vanno a finire miseramente fondi di salumi, "culi" di formaggio, e altro ancora. Oppure ingredienti acquistati proprio per l'occasione, una miriade di colori e sapori, che ora, mi sembrano quasi "esagerati". Certo, il risultato è un piatto allegro, colorato, multisapore che fa festa....ma io, per la mia insalata, ho preferito utilizzare pochi ingredienti, quasi tono su tono, dai gusti contrastanti: il sapore deciso e pungente del Roquefort, che potete sostituire con un italianissimo Gorgonzola, il dolce delle pere, il fresco del sedano, il pizzicore della rucola e il croccante delle noci. Forse perchè ora sono in un periodo "minimal", serioso, riflessivo, non caciarone. Sul preludio della Manon Lescaut di Puccini, perchè cucino sempre con sottofondo  musicale, il risultato è quello che vedete nella fotografia....

Ingredienti
200 g riso
250 g Roquefort
    2 pere coscia
    3 gambe di sedano
rucola secondo i gusti
gherigli di noci secondo i gusti
olio extravergine di oliva q.b.
pepe

Esecuzione
Fate cuocere il riso per circa 15 minuti. Trascorso il tempo, scolatelo e raffreddatelo sotto l'acqua corrente per fermare la cottura. Versatelo in una zuppiera e conditelo con un filo di olio extra vergine di oliva. Aggiungete cubetti di Roquefort, la pera tagliata a dadini. la rucola tagliata sottile, i gherigli di noci e il sedano tagliato a rondellle al quale avrete tolto i filamenti.
Mescolate delicatamente e impiattate.




sabato 27 maggio 2017

La mia Caesar salad per il Club del 27


Una fresca insalata per il mio secondo appuntamento con le ricette per il Club del 27 , targato Mtc
L'elenco di ricette "ripescate" tra le tante eseguite nella sfida sulle insalate, erano molto interessanti, ma il poco tempo e altri motivi, purtroppo, non mi hanno permesso di proporne altre. Io, che durante quella sfida, proposi ben 28 ricette di insalate di tutti i tipi!
Per chi volesse, anzi, lo consiglio, puo' trovarle, insieme a tante altre e ad altri consigli, nel libro Insalata da Tiffany. Un libro da tenere sempre a portata di mano, da sfogliare, utilizzare, e regalare. Adesso poi, che arriva l'estate e tutti vogliono stare leggeri e mangiare cose fresche...
Questa famosissima insalata è una di quelle, interpretata i maniera diversa da tutte/i noi che l'abbiamo presentata, ma presente nel libro. All'epoca della sfida la presentai cosi'.
Questa è stata realizzata seguendo le indicazioni di Leo del blog Cozzaman.

Ingredienti
4 cespi di lattuga romana (quella allungata)
60 g di Parmigiano Reggiano
4 uova
10 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 limoni
4 spicchi di aglio

12 gocce di salsa Worcestershire
6 fette di pane casereccio
Sale e pepe qb

Esecuzione
Per i crostini
In una ciotola, versare 6 dei cucchiai di olio extra vergine dal totale, un pizzico di sale, gli spicchi di aglio privati della camicia e leggermente schiacciati. Lasciate in infusione il tutto per circa 10 minuti.
Tagliate nel mentre le fette di pane in cubetti di circa 1 o 2 cm.
Versate l’olio aromatico in una padella, scaldatelo, e friggete letteralmente i cubetti di pane, avendo cura di girarli su ogni lato, appena iniziano a dorarsi.
Scolateli e fateli raffreddare su carta assorbente da cucina.

Per il condimento
Spremete il limone in un colino, così da filtrarne il succo. Aggiungete la salsa Worcestershire, il parmigiano reggiano grattato e mescolate energicamente.
Riempite d’acqua un pentolino, portate a bollore, e aggiungete le uova, precedentemente lavate sotto acqua corrente, facendole bollire per 1 minuto esatto. Raffreddatele sotto acqua fredda, sgusciatele nella ciotola del condimento, e amalgamatele subito al tutto con una frusta a mano. Salate e pepate.
Unire i crostini e mescolate affinchè “bevano” il condimento.
Staccate con cura le foglie dell’insalata, lavatele senza romperle, asciugatele con carta assorbente.

Composizione
Sul fondo del piatto, spezzettare le foglie di insalata creando un “letto”, condire col restante olio, sale e pepe e aggiungere i crostini imbevuti. Mescolare rapidamente e servire in tavola.




venerdì 26 maggio 2017

Leber chenedi per la tappa San Candido-Piancavallo del Giro d'Italia Aifb



Per questa tappa del Giro d'Italia targato Aifb vi propongo questi gustosissimi Leber chenedi. L'ingrediente che li caratterizza è il fegato, che non a tutti piace, ma per gli estimatori e i golosi sono una vera delizia!

Seguiteci fino alla fine.....

                                        

giovedì 25 maggio 2017

Chenedi Ampezzani e la tappa Moena-Ortisei del Giro d'Italia Aifb




Siamo ormai quasi in dirittura d'arrivo. IL Giro d'Italia Aifb prosegue tra le bellissime cime delle Alpi.
E prosegue anche la carrellata di questi buonissimi Chenedi Ampezzani......

                                            

martedì 23 maggio 2017

Canederli per la tappa Tirano-Canazei del Giro d'Italia Aifb



Per il 100° anniversario del Giro d'Italia, continuando a partecipare all'iniziativa lanciata da Aifb, rimaniamo in alta quota e gustiamoci questi sostanziosi e gustosi Chenedi col formei e Canederli verdi.

                                         

Pizzoccheri di Teglio. Sciatt e Manfrigole e la tappa Tirano-Canazei del Giro d'Italia Aifb


Continua il nostro Giro d'Italia virtuale e comodo per commemorare il 100° anno del Giro d'Italia. 
in collaborazione con Aifb
Quello "vero" lo lasciamo fare agli atleti. Io mi "limito" a ripubblicare queste ricette che sono il testimone di una "maratona culinaria" non indifferente!: PizzoccheriSciatt e Manfrigole che soddisfano i palati piu' golosi, che vogliono gustare sapori genuini, "forti", rustici e semplici.
Continuate a seguirci.... in questo viaggio. Ne scoprirete delle...buone!



domenica 21 maggio 2017

Quartetto di gnocchi con marmellata di cipolle rosse di Tropea, sesamo e Alga Nori



Tutto comincio' con questi tre ingredienti:......sesamo, nori, arrow root
Anzi no, cominciamo bene dall'inizio....un lontanissimo 22 settembre del 2015, caspita come passa veloce il tempo, mi sembra ieri! quando durante un blogtour organizzato da Aifb- Associazione Italiana Food Blogger, io e altre socie, abbiamo avuto l'occasione di conoscere alcuni dei prestigiosi marchi della zona trevigiana. Vi invito a leggere le realtà di questa fantastico territorio, in questo mio racconto di viaggio.
Tra tutti i marchi visitati in quell'occasione, oggi vi parlero' solo di uno in particolare, perchè da quel giorno, ho avuto l'occasione di incontrare nuovamente il sig. Adriano, il proprietario, a due importanti manifestazioni fieristiche: Cibus di Parma nel 2016 e TuttoFood al Rho appena concluso. E da quando ho conosciuto i suoi prodotti, non ho mai smesso di acquistarli e consigliarli. Di che prodotti sto parlando? Di un piatto che di solito si consuma di giovedi, che magari non hai voglia di preparare perchè ora che è pronto ti è scappata tutta la poesia, perchè non che sia difficile realizzarlo, ma ci vogliono dei tempi tecnici da rispettare, e cosi ti butti sulla prima confezione che trovi al supermercato, magari quella piu' pubblicizzata, ma che non vuol dire che sia poi la piu' buona.
Si, sto parlando degli gnocchi. Ma non quelli plasticosi e mappazzoni che si attaccano al palato che poche volte in passato mi è capitato di assaggiare, facendomi prendere la decisione che è meglio farli in casa. Sto parlando di gnocchi "veri", proprio di patate vere e non in fiocchi, come quelli che si fanno in casa.
Questa realtà si chiama Master e si trova a Vedelago, in provincia di Treviso. Il primo ricordo che è rimasto indelebile ancora oggi, è il profumo di patate che mi ha accolto nel piazzale dell'azienda....
Le radici di Master hanno origini profonde ereditate dalle famiglie dei fondatori che storicamente operavano nel settore alimentare. Partendo nel 1980, con la commercializzazione di prodotti secchi e dolciari, hanno implementato la gamma con una linea di prodotti freschi e di gastronomia, per arrivare poi solo alla produzione degli gnocchi. Il figlio dei proprietari, Adriano, ci ha condotto all'interno del ciclo produttivo dell'azienda dove da una patata sporca di terra, nasce un morbidissimo e gustoso gnocco!
Con un sistema di controllo totale garantito dalle più rigorose Certificazioni di qualità  riconosciute a livello internazionale, quali UNI EN ISO 22000, BRC, IFS e ICEA: la certificazione di garanzia per la produzione di alimenti con materie prime derivanti da coltivazione biologica.
Anche loro hanno un occhio di riguardo verso l'ambiente, impegnandosi a non sprecare l'acqua di lavaggio sporca, che attraverso un impianto di depurazione esce pulita, energia, e scarti di produzione.

Tornata a casa, scoperto che il supermercato dove di solito faccio la spesa, aveva tra gli scaffali questi gnocchi...bè, non ho avuto nessun dubbio sull'acquisto. E anche mio marito aveva confermato che erano (e sono) veramente eccezionali, anche se io non avevo dubbi in proposito, avendo visto dal vero questa realtà produttiva. Presa dall'entusiasmo, quel giorno, ho pure "contagiato" una signora che era vicina a noi di fronte allo scaffale, ed era titubante, con in mano due confezioni diverse di gnocchi...io non ce l'ho fatta a stare zitta e le ho consigliato i Master. Bè, alla fine della spesa, era in cassa con le confezioni di questi gnocchi!! Mi veniva da ridere, ma ero soddisfattissima.

Questo era quello che succedeva due anni fa. Ma veniamo ai giorni nostri...a quei tre " misteriosi" ingredienti in apertura...
Quest'anno, a TuttoFood, era presente lo stand della Master, che ha organizzato una VeganMasterclass, lanciando poi tra le partecipanti, un Master Vegan Challenge. Loro ci avrebbero spedito a casa la fornitura di gnocchi, vegan (gnocchi Kamut, con farina di farro, con spirulina, con farina integrale, gnocchi rigati) mentre ognuna di noi avrebbe pescato da una mistery box tre bigliettini, che sarebbero stati tre degli ingredienti obbligatori da utilizzare per la realizzazione della ricetta. Ecco, a me sono capitati questi tre...smarrimento totale...come caspita li utilizzo, mi sono detta! Ok, il sesamo lo sanno tutti cos'è. Anche l'Alga Nori, chi non ha mai assaggiato un Onighiri? Ma l'arrowroot? Ho cercato in rete perchè davvero non la conoscevo E ho trovato qualche informazione, che potete trovare anche voi nel caso voleste approfondire l'argomento e l'utilizzo di questo ingrediente, che riassumo velocemente e brevemente qui: Non è "nient'altro" che un amido ricavato dalle radici di diverse piante tropicali, che studi archeologici hanno dimostrato esistessero addirittura 7.000 anni fa. "Arrowroot (o farina di Marante) rende chiari e brillanti gelati di frutta e impedisce la formazione di cristalli di ghiaccio in gelati fatti in casa. Può anche essere usato come addensante per alimenti acidi, come la salsa dolce e acida asiatica. Viene utilizzato nella cottura per produrre una salsa chiara e saldata, ad esempio una salsa di frutta. La mancanza di glutine nella farina di arrowroot lo rende utile come sostituto di farina di grano per coloro che hanno un'intolleranza al glutine"....

Alla fine, sono riuscita a schiarirmi le idee e a pensare al mio piatto.
Ho utilizzato quattro tipi di gnocchi, servendoli come finger food, ogni gnocco avvolto da un "nastro" di Alga Nori (solo la lunghezza necessaria per richiuderlo, per non prevaricarne il gusto), su una base di marmellata di cipolle di Tropea fatta in casa da mio marito, legata dall' arrowroot per renderla leggermente piu' densa ed edibile insieme allo gnocco senza difficoltà, insomma. per fare una specie di "scarpetta", qualche seme di sesamo e via. Un piatto che "illustra" i diversi sapori degli gnocchi, sulla stessa base di condimento.

Ingredienti (per la composizione come da foto)
Gnocchi Bio Master (Kamut, farina di farro, spirulina e farina integrale)
Marmellata di cipolle di Tropea
Sesamo, Alga Nori, Arrowroot

per la marmellata di cipolle
(preparata in piu' per conservarla)
2,5  kg di cipolle rosse di Tropea
800 g fruttosio
    3 mele

Esecuzione
per la marmellata:
Cuocete le cipolle tagliate a pezzi con il fruttosio e le mele per almeno 1 h. Frullate il tutto.
Travasatela immediatamente in vasetti sterilizzati, chiudete e capovolgete. Lasciateli in quella posizione fino al completo raffreddamento.

Cuocete. seguendo le istruzioni riportate sulla confezione, la quantità di gnocchi che vi occorre per la creazione del vostro piatto. Io ne ho usati 8 per tipo.
Prendete qualche cucchiaio di marmellata preparata precedentemente e fatela addensare con due cucchiai di Arrowroot.
Tagliate a listarelle larghe quanto la grandezza dello gnocco, l'Alga Nori. Inumiditela con un pennellino e adagiate su ogni alga lo gnocco, "sigillate" con un goccio di acqua.
Impiattate in porzioni singole, mettendo come base la marmellata di cipolle, lo gnocco e qualche seme di sesamo

Sempre nella marmellata aggiungete l'Alga Nori tagliata sottilissima e qualche seme di sesamo e fatela intiepidire. Aggiungete gli gnocchi e impiattate nel piattino piu' grande, aggiungete qualche listarella di Alga Nori cruda e del sesamo




Con questa mia proposta partecipo a questa simpatica MasterVeganChallenge
Ringrazio il sig. Adriano e Serena Aversano per l'invito a TuttoFood e a partecipare a questa iniziativa